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Cui Prodest

Il nuovo ufficio è pronto

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Dal 31 luglio lasciamo ufficialmente il nostro ufficio di Via del Pantheon. Ci spostiamo qualche metro più in là, restando per noi vitale la prossimità con le sedi di Governo, Senato e Camera, e guadagniamo tanto spazio per il team e per i Clienti: continuiamo a crescere ed il vecchio ufficio iniziava a strarci stretto. Il nuovo ufficio si trova in un palazzo nobiliare al numero 18 di Corso Vittorio Emanuele II.

Proteggiamo ulteriormente i nostri clienti con una polizza rc

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A differenza delle altre società di lobbying, abbiamo sempre creduto di dover meritare la fiducia dei nostri clienti senza mezzi termini. Abbiamo sempre scelto di essere una società di persone e non una società di capitali proprio perchè vogliamo che il nostro management risponda in prima persona di eventuali danni cagionati ai clienti durante le nostre campagne.
Forse anche questo ci ha posto nella condizione di avere incarichi di public affairs particolarmente delicati, mettendo i clienti in una posizione di confort psicologico che altri non possono non offrire, limitando il proprio rischio a (spesso esigui) capitali sociali.
Oggi facciamo un ulteriore passo in questa direzione – e, d’altronde, essendo la società in Italia col maggior tasso di fidelizzazione dei clienti, sentivamo di doverlo fare – contraendo una RC professionale che nessuna legge ci impone di avere.
Sono piccole cose magari, ma abbiamo sempre creduto di dover disegnare il profilo di un’agenzia di public affairs a Roma un po’ diversa da tutte le altre.

Testimonianza alla LUISS School of government

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Oggi raccontiamo la nostra visione del lobbying agli studenti della School of government della Luiss.
A cosa serve fare lobbying? Quali sono i principali strumenti in una campagna di lobbying? Come può un’agenzia di public affairs supportare il business di un’azienda? Come comunicare coi politici?
Cui prodest è l’unica agenzia in Italia ad offrire esclusivamente servizi di lobbying e, da esperti di politica, condivideremo volentieri il nostro particolare punto di vista con gli studenti.

Si (ri)vota?

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Luigi Di Maio, leader del Movimento 5 Stelle, il partito che ha raccolto più consensi alle elezioni dello scorso 4 marzo, constatata l’impossibilità di dar vita ad un esecutivo sia con la coalizione di Centro Destra che ha raccolto più consensi alle ultime elezioni, sia col PD, il partito che ne ha raccolti meno alle ultime elezioni, su Facebook scrive: “andiamo insieme a chiedere di andare a votare e facciamo questo secondo turno a giugno”.
Comunque la si pensi, anche chi non ha letto Saramago e quindi non ha potuto saggiare lo scenario di un risultato identico venuto fuori da una nuova consultazione, potrebbe agevolmente fare i conti con la Costituzione alla mano ed appurare che la prima data utile per votare sarebbe non giugno, come proposto, ma il 23 settembre. Il Corriere della Sera spiega benissimo il motivo qui: http://www.corriere.it/politica/18_aprile_30/voto-giugno-no-data-piu-vicina-le-urne-23-settembre-a5daa476-4c74-11e8-99ac-c9986d6134ff.shtml.
Insomma, votando ad inizio marzo, l’Italia non è riuscita a dotarsi di molto più di un “governo balneare”, come si diceva una volta. Chissà che votando a fine settembre, con le scadenze incombenti della Finanziaria e del Milleproroghe, non si riesca ad avere quantomeno un “governo natalizio”.
E così tra equilibri precari e legittimi giochi di partito, il 2018 andrebbe scivolerebbe via come “l’anno in cui non siamo stati da nessuna parte” per usare le parole di Che Guevara. Se poi questo giovi o non giovi al Paese, non sta a noi tecnici dirlo. Però, in tempi di antipolitica, anticasta, antivitalizi, antistipendi e anti-tutto, val la pena ricordare che quelle poltrone (o lettini) vuoti uno stipendio ad ogni eletto lo stanno legittimamente assicurando. Forse anche di questo terranno conto gli elettori?

Riforma del Senato: impatti sull’attività di lobbying

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La riforma del Senato e l’attività di lobbying. La riforma del regolamento del Senato del 20.12.2017 reca alcune novità rilevanti rispetto all’iter di esame e approvazione dei disegni di legge. Di seguito, in estrema sintesi, le novità impattanti sull’attività di lobbying:

  • 2 settimane di lavori al mese saranno dedicate unicamente ai lavori delle Commissioni, senza alcuna convocazione dell’Assemblea;
  • l’assegnazione dei disegni di legge avverrà di norma in sede deliberante (esame, modifica e approvazione in Commissione senza passare per l’Assemblea) o redigente (come sopra ma col solo voto finale da parte dell’Assemblea, senza possibilità di presentare emendamenti in Aula).  Restano esclusi da tale meccanismo i disegni di legge in materia costituzionale, elettorale, le leggi delega, le conversioni dei decreti legge, le ratifiche dei trattati internazionale e l’approvazione di bilanci;
  • le Commissioni in sede consultiva potranno esprimere il proprio parere solo sul testo base – o, eventualmente, sul testo unificato – dei disegni di legge e non più sui singoli emendamenti.

Cui prodest ®, l’unica società in Italia ad offrire esclusivamente servizi di lobbying e intelligence politica https://www.cuiprodestonline.it/

Al via l’eCall europeo. Pregi e difetti di una scelta “statalista”

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Dal 31 Marzo tutti i nuovi modelli di automobili fabbricati nei paesi Ue dovranno essere dotati del nuovo sistema salva vita eCall.

L’eCall è un dispositivo che in caso di incidente chiama automaticamente il 112, il numero di emergenza oggi valido in tutti i Paesi del continente europeo. In questo modo, entrano in vigore le norme approvate nel 2015 da Parlamento e Consiglio Europeo nel quadro degli interventi con cui si vuole raggiungere l’obiettivo di dimezzare il numero di vittime della strada tra il 2010 e il 2020 (giova ricordare che, nel territorio UE e solo nel 2016, hanno perso la vita in incidenti stradali 25.000 mila persone e 135.000 mila sono rimaste ferite).

Secondo la relatrice del provvedimento, l’eurodeputata del gruppo S&D Ola Selhnalova, “I tempi di intervento dei servizi di emergenza diminuiranno del 50% nelle aree rurali e del 40% nelle aree urbane, consentendo di salvare 1500 persone dalla morte in seguito a incidenti stradali”.

La norma prevede nello specifico che il sistema, tramite geolocalizzazione, indichi non solo la posizione esatta del veicolo, ma anche l’ora, la direzione di viaggio e l’eventuale stato di incoscienza del guidatore, con conseguente incapacità di quest’ultimo di telefonare. In generale, la dimensione dell’intervento da effettuare.

Il nodo “politico” fu (ai tempi dei dibattito a Bruxelles) e sarà (quando la tecnologia verrà testata su pista negli Stati membri) la scelta a favore di un modello “statalista” (l’eCall chiama il 112) piuttosto che per un modello “di mercato” (l’eCall chiama una compagna privata che poi smista la chiamata al numero più opportuno).

Pensiamo all’Italia: l’eCall 112, almeno per ora, chiamerebbe i Carabinieri, che però non hanno competenza sulle autostrade. Come si fa in attesa del numero d’emergenza unico nazionale? La pubblica amministrazione è efficiente quanto i provider privati nell’attrezzarsi con personale multilingua? E, ancora, può uno Stato farsi carico anche di falsi allarmi e attacchi di panico (Il/la conducente che buca la gomma e, in preda all’ansia, “struca el boton”)?

A queste e ad altre domande risponderà strada facendo un modello ritenuto, seppure in contrapposizione con un modello già esistente sul mercato e ormai offrerto pressocché grauitamente da diverse compagnie assicurative e automobilistiche ai propri clienti, più performante delle alternative disponibili.

Su  www.cuiprodestonline.it seguiremo gli sviluppi di questa “rivoluzione” che impatta significativamente sull’industria e sulla sicurezza alla guida dei cittadini europei.

Bilancio di fine Legislatura: quante leggi approvate sono state presentate dal Governo, quante dal Parlamento e quante dal Popolo?

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I numeri parlano da soli. La principale propulsione legislativa viene dal Governo (pur tenendo a mente che nel processo di conversione in legge i decreti legge vengono pesantemente modificati dal parlamento), 301 leggi approvate, poi c’è il Parlamento, origine di 90 delle proposte convertite in legge e da ultimo il Popolo, con sole 2 proposte di di legge di iniziativa popolare approvate.

HTA Europeo: princìpi, tempistiche e processo

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L’HTA europeo, nelle intenzioni della Commissione, centralizzerà la parte di assessment clinico, realizzato coingiuntamente da Stati membri supervisionati da un Gruppo di esperti e valido in tutta l’UE. Qui presentiamo una breve panoramica di princìpi, tempistiche e processo tenendo conto della proposta della Commissione (che potrà essere modificata da Parlamento, Consiglio e Trilogo):  https://www.slideshare.net/GiuseppeVolpe12/hta-europeo-princpi-tempistiche-e-processo

 

Cui prodest aderisce alla Camera di commercio americana in Italia

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Siamo gli specialisti della politica e crediamo che la nostra responsabilità sociale di impresa consista nello spiegare, gratuitamente, la politica ai nostri concittadini.

La Politica è una cosa bellissima e noi abbiamo il piacere di conoscerla per passione e influenzarla per professione.

Alle iniziative finora intraprese – lo stand per spiegare le lobby al pubblico alla Fiera Ecomondo di Rimini, la serie di video-pillole sui concetti basilari della politica, le interviste al Corriere della Sera e a Vanity Fair, le docenze gratuite al Master in public affairs de Il Sole 24 ore, il progetto nelle scuole, etc… – si aggiunge ora l’adesione, come socio corporate, alla Camera di commercio statunitense in Italia, dove da tempo si porta avanti un dibattito tra professionisti volto a promuovere una migliore regolamentazione dell’attività di lobbying in Italia.

Siamo soci e parteciperemo alla vita associativa, tentando di contribuire a rendere il nostro mestiere un po’ meno opaco, un po’ meno criticato, un po’ meno spaventoso. In altre parole: un po’ più bello. Come la Politica.

Si parla tanto di candidati premier, ma…

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Il dibattito elettorale e le discussioni interne a partiti ed alleanze riverbera nei discorsi da bar ed allora “l’uomo della strada” chiede alla “casalinga di Voghera”:”Chi voti come Premier?”. D’altronde, se i partiti parlano apertamente di “candidato premier” ci sarà pure una domanda di chiarezza da parte dell’elettorato alla quale si risponde con un’offerta che è grafica e poco più.

In realtà, infatti, anche se alcuni partiti indicano fin dal proprio logo l’ambizione governativa del candidato di turno e anche se un partito come il Movimento 5 Stelle ha dichiarato apertamente quale sia il proprio candidato premier, gioverebbe ricordare che noi italiani non eleggiamo direttamente il Presidente del Consiglio.

Sembra un sofismo da addetti ai lavori, ma smontare il parallelismo front man della coalizione = candidato premier, depotenzierebbe e ridurrebbe a quello che effettivamente è la critica mossa recentemente, con maggiore o minore ferocia, ai Presidenti del Consiglio “non eletti” come Mario Monti, Enrico Letta e Matteo Renzi.

Che in Italia non si voti direttamente per il Presidente del Consiglio non è cosa così scontata per chi si reca alle urne, però dovrebbe esserlo ed in fondo non è un meccanismo così complesso da spiegare.

Noi, modestamente, lo abbiamo fatto in pochi secondi con la video-pillola che accompagna questo post.

GV