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Le elezioni imminenti e l’ansia dell’industria

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Da che si sono riaperti i battenti degli uffici dei nostri Clienti, sono impegnato in un giro di visite finalizzate a tarare ulteriormente le campagne in corso in virtù delle imminenti elezioni.
Già da qualche mese lavoriamo per insierire i temi di interesse dei nostri Clienti all’interno dei programmi elettorali dei maggiori partiti, per fare in modo che, soprattutto quando auspichiamo Riforme – con la R maiuscola, appunto – o interventi normativi di un certo impatto, la nostra idea possa essere in qualche modo “pre-digerita” da un sistema politico che si fa pachidermico nelle dimensioni e circense nelle promesse.
Il punto più basso dell’entusiasmo politico dei nostri Clienti lo noto quando, insieme ai punti sui quali stiamo lavorando con tanto rigore e metodo, finiscono nel promessificio elettorale auspici e proclami chiaramente irrealizzabili, ma, a volte, dannatamente sexy. Ti viene da pensare: ma come, abbiamo investito mesi di lavoro per studiare i banchmark internazionali e trovare coperture finanziarie per la nostra proposta che tanto gioverebbe anche al Paese e poi il nostro interlocutore va in TV a promettere che “sarà tre volte Natale e festa tutto il giorno” (cit.)!?
A questo, che è uno dei “sentiment” venuti fuori in questo mio micro carotaggio eseguito nel circoscritto, ma non per questo non rappresentativo, mondo dei nostri Clienti, si aggiunge poi la perpressità rispetto all’ipotesi di Parlamento plausibilmente diviso in blocchi 30.30.30 e di una Legislatura priva della sana e robusta costituzione necessaria ad affrontare la fatica delle sfide che sarebbe opportuno sobbarcarsi per il Paese.
D’altra parte però, in tempi di equilibri precari e numeri risicati, ci aspettiamo l’indebolimento dei tradizionali gigli o cerchi magici ed un ridimensionamento dell’abitudine legislativa dell’esecutivo, in virtù della sussistenza in seno ai parlamentari – che saranno quasi tutti indispensabili – di un potere contrattuale rispetto ai diktat del Governo un po’ maggiore di quello che ha caratterizzato le ultime legislature (vedi la percentuale a cifra singola dei progetti di legge di inziativa parlamentare che si è riusciti a convertire in Legge…).
Tra ansie, promesse e aspettative, insomma, almeno questo – la ritaratura del rapporto tra Esecutivo e Legislativo – la prossima legislatura dovrebbe consegnarcelo e, visti i tempi, vi pare poco?
GV