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Brutti, sporchi e cattivi. I poteri forti dietro le lobby

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Lobby e democrazia non vanno d’accordo. Le lobby incarnano i poteri forti che lavorano per influenzare i governi. Corruzione, mazzette e attività di lobbying vanno di pari passo. Società di lobbying o agenzia di public affairs che sia, bisognerebbe vietare le lobby. I lobbyisti sono brutti, sporchi e cattivi.

E noi di Cui prodest, società di public affairs a Roma, non siamo da meno. In questo scatto rubato vediamo, in primo piano, Giuseppe: qualcuno pensa che Volpe sia il suo cognome, ma in realtà è il soprannome che gli hanno dato nei corridoi dei palazzi del potere. Nessuno conosce davvero la sua identità, ma dicono sia Bildemberg. Alle sue spalle, altri membri di questa agenzia di public affairs: da destra verso sinistra, si vede Giuseppe Ciraolo, detto Don Peppe Corleone, lobbyista e siciliano, un binomio che è di per sé un indizio del rapporto mafia-lobby. Poi c’è Andrea Franceschi, un passato nelle istituzioni, alla Camera dei deputati, poi in Confindustria e poi in una società di public affairs: si è lasciato ammaliare dal potere malefico delle lobby. Alla sua destra c’è Laura Sanchez: argentina, esperienza in grosse multinazionali ed un impiego nel lobbying come copertura per i suoi loschi traffici internazionali. Siede vicino a Paola Cirilli, che si firma PC, come “potere corrotto”: è passata da valutare le leggi ad influenzarne l’approvazione e poi si è data una ripulita fondando un museo dei bambini. A guardarli sembra che stiano dipingendo, ma in realtà stanno tessendo la trama oscura del prossimo attacco alla democrazia o le traiettorie del traffico di influenze dei lobbyisti. Alla foto ne mancano almeno tre della banda di Cui prodest: Massimo Barbieri, Luigi Gallina e Beppe Airiola, talmente impresentabili da non essere stati nemmeno fotografati.

Altro che trasparenza delle lobby, è lo scandalo delle lobby ed è tutto meravigliosamente… falso! La verità, e la vedete qua, è che la grande maggioranza dei lobbisti romani o dei professionisti dei public affairs a Roma è fatta di esperti di relazioni istituzionali, strategia normativa e monitoraggio legislativo con la faccia e la coscienza pulita. E siamo orgogliosi, noi di Cui prodest, del fatto che, quando durante un team bulding ci siamo chiesti quali valori ci rappresentassero, tre parole erano presenti nelle proposte di tutti: lealtà, professionalità ed etica.

Brutti, sporchi e cattivi a chi?

Testimonianza alla LUISS School of government

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Oggi raccontiamo la nostra visione del lobbying agli studenti della School of government della Luiss.
A cosa serve fare lobbying? Quali sono i principali strumenti in una campagna di lobbying? Come può un’agenzia di public affairs supportare il business di un’azienda? Come comunicare coi politici?
Cui prodest è l’unica agenzia in Italia ad offrire esclusivamente servizi di lobbying e, da esperti di politica, condivideremo volentieri il nostro particolare punto di vista con gli studenti.

Al via l’eCall europeo. Pregi e difetti di una scelta “statalista”

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Dal 31 Marzo tutti i nuovi modelli di automobili fabbricati nei paesi Ue dovranno essere dotati del nuovo sistema salva vita eCall.

L’eCall è un dispositivo che in caso di incidente chiama automaticamente il 112, il numero di emergenza oggi valido in tutti i Paesi del continente europeo. In questo modo, entrano in vigore le norme approvate nel 2015 da Parlamento e Consiglio Europeo nel quadro degli interventi con cui si vuole raggiungere l’obiettivo di dimezzare il numero di vittime della strada tra il 2010 e il 2020 (giova ricordare che, nel territorio UE e solo nel 2016, hanno perso la vita in incidenti stradali 25.000 mila persone e 135.000 mila sono rimaste ferite).

Secondo la relatrice del provvedimento, l’eurodeputata del gruppo S&D Ola Selhnalova, “I tempi di intervento dei servizi di emergenza diminuiranno del 50% nelle aree rurali e del 40% nelle aree urbane, consentendo di salvare 1500 persone dalla morte in seguito a incidenti stradali”.

La norma prevede nello specifico che il sistema, tramite geolocalizzazione, indichi non solo la posizione esatta del veicolo, ma anche l’ora, la direzione di viaggio e l’eventuale stato di incoscienza del guidatore, con conseguente incapacità di quest’ultimo di telefonare. In generale, la dimensione dell’intervento da effettuare.

Il nodo “politico” fu (ai tempi dei dibattito a Bruxelles) e sarà (quando la tecnologia verrà testata su pista negli Stati membri) la scelta a favore di un modello “statalista” (l’eCall chiama il 112) piuttosto che per un modello “di mercato” (l’eCall chiama una compagna privata che poi smista la chiamata al numero più opportuno).

Pensiamo all’Italia: l’eCall 112, almeno per ora, chiamerebbe i Carabinieri, che però non hanno competenza sulle autostrade. Come si fa in attesa del numero d’emergenza unico nazionale? La pubblica amministrazione è efficiente quanto i provider privati nell’attrezzarsi con personale multilingua? E, ancora, può uno Stato farsi carico anche di falsi allarmi e attacchi di panico (Il/la conducente che buca la gomma e, in preda all’ansia, “struca el boton”)?

A queste e ad altre domande risponderà strada facendo un modello ritenuto, seppure in contrapposizione con un modello già esistente sul mercato e ormai offrerto pressocché grauitamente da diverse compagnie assicurative e automobilistiche ai propri clienti, più performante delle alternative disponibili.

Su  www.cuiprodestonline.it seguiremo gli sviluppi di questa “rivoluzione” che impatta significativamente sull’industria e sulla sicurezza alla guida dei cittadini europei.

Cui prodest aderisce alla Camera di commercio americana in Italia

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Siamo gli specialisti della politica e crediamo che la nostra responsabilità sociale di impresa consista nello spiegare, gratuitamente, la politica ai nostri concittadini.

La Politica è una cosa bellissima e noi abbiamo il piacere di conoscerla per passione e influenzarla per professione.

Alle iniziative finora intraprese – lo stand per spiegare le lobby al pubblico alla Fiera Ecomondo di Rimini, la serie di video-pillole sui concetti basilari della politica, le interviste al Corriere della Sera e a Vanity Fair, le docenze gratuite al Master in public affairs de Il Sole 24 ore, il progetto nelle scuole, etc… – si aggiunge ora l’adesione, come socio corporate, alla Camera di commercio statunitense in Italia, dove da tempo si porta avanti un dibattito tra professionisti volto a promuovere una migliore regolamentazione dell’attività di lobbying in Italia.

Siamo soci e parteciperemo alla vita associativa, tentando di contribuire a rendere il nostro mestiere un po’ meno opaco, un po’ meno criticato, un po’ meno spaventoso. In altre parole: un po’ più bello. Come la Politica.