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Giugno 2023

Intervista al Presidente di Federfarma Marco Cossolo per Status_Quo di giugno 2023

By Healthcare policy, News, Status_Quo

Il numero inaugurale di Status_Quo, il magazine di Cuiprodest sui temi chiave della politica e dell’impresa raccontati dai loro protagonisti, contiene un’intervista a Marco Cossolo, Presidente di Federfarma, sul ruolo delle farmacie e dei farmacisti durante la pandemia e sull’evoluzione della professione determinata dall’implementazione della “Farmacia dei servizi” e dalla consegna a domicilio dei farmaci.

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La pandemia Covid-19 ha rappresentato un durissimo banco di prova per il nostro Sistema Sanitario Nazionale, evidenziandone luci ed ombre.

Seppure in una situazione del tutto straordinaria, qualche elemento di riflessione è emerso e con esso qualche cambiamento è stato apportato in particolare nella gestione e nell’erogazione dei servizi ai cittadini.

La difficoltà a muoversi, la condizione relativa alla distanza da mantenere, l’impossibilità a frequentare con facilità ospedali, studi medici e altri luoghi come le farmacie hanno fatto in modo che l’innovazione diventasse protagonista nel settore della sanità. L’innovazione unita alla digitalizzazione hanno consentito lo sviluppo di servizi come la dematerializzazione delle ricette, l’utilizzo del Fascicolo Sanitario Elettronico, un primissimo utilizzo dei sistemi di telemedicina e la possibilità di ricorrere a servizi di consegna a domicilio dei farmaci.

Il Presidente di Federfarma, Marco Cossolo, ci ha aiutato a comprendere più nello specifico come il Covid-19 abbia realmente cambiato non solo le nostre abitudini ma anche le modalità di erogazione di alcuni servizi.

Durante la fase pandemica le farmacie hanno avuto un ruolo chiave nel fronteggiare il virus, anche offrendo servizi e prestazioni nuove rispetto alla propria storia (si pensi ai tamponi o alla somministrazione dei vaccini): conclusa la fase emergenziale, cosa resta dell’esperienza vissuta?

La pandemia ha mostrato in modo tangibile come siano cambiate le priorità da perseguire in tema di salute e come oggi sia imprescindibile essere al passo con le esigenze della società, lanciando nuove sfide sul tema della salute.

Sono convinto che alla base di questa tendenza ci sia la volontà, da parte del cittadino, di coltivare e mantenere una relazione diretta con il farmacista, anche e soprattutto in ragione del rapporto umano e di fiducia che spesso si instaura. Come testimoniato dall’esperienza pandemica, il farmacista rappresenta un importante punto di riferimento per la popolazione grazie alla sua capacità di accogliere, ascoltare e orientare il cittadino verso le soluzioni più adatte alle sue esigenze. Pensiamo ad esempio all’attività di farmacovigilanza e di monitoraggio dell’aderenza alla terapia che segue l’erogazione di un medicinale, o ai consigli sul corretto utilizzo del farmaco dispensato. Questi sono servizi molto importanti per contrastare fenomeni come l’antimicrobico resistenza o la banalizzazione del farmaco, sempre più diffusi a livello nazionale e globale.

All’interno di questo processo evolutivo, le farmacie hanno svolto e svolgono tuttora un ruolo chiave: durante l’emergenza sanitaria hanno accelerato il processo di attuazione della “Farmacia dei Servizi”, introdotta nell’ordinamento nazionale nel 2009 ma che solo negli ultimi anni ha trovato ampia e più capillare diffusione. L’esperienza pandemica è stata infatti l’occasione per le farmacie di somministrare test antigenici rapidi per lo screening del Covid-19 – ricordo che i 2/3 dei test complessivamente somministrati sono stati effettuati in farmacia – e vaccini. Di fronte alle barriere di isolamento dei presidi medici e ospedalieri, i cittadini hanno potuto trovare proprio nelle farmacie un luogo sanitario dove ricevere informazioni, consigli e assistenza. Queste attività hanno evidenziato il ruolo delle farmacie come anello di congiunzione tra i cittadini e il SSN – ruolo che si sta rafforzando ulteriormente grazie al rapido sviluppo dei servizi di telemedicina: sono oltre 8000 le farmacie che erogano prestazioni come spirometria, Holter ed ECG e in alcune regioni sono stati avviati anche servizi di teleconsulto e televisita. È anche a questo che ci riferiamo quando identifichiamo la nuova farmacia con il primo presidio sanitario di prossimità territoriale, capillare e insostituibile.

La pandemia ha creato nuovi stili di vita incrementando notevolmente la quantità e la varietà di beni che vengono ordinati a domicilio. Qual è il punto di vista di Federfarma sulla consegna di farmaci a domicilio?

La consegna dei farmaci a domicilio è un servizio complementare che le farmacie italiane offrono già da prima della pandemia. Ogni giorno circa 150 cittadini soli, impossibilitati a recarsi in farmacia, per disabilità o gravi malattie, si rivolgono al numero verde nazionale gestito da Federfarma per la consegna gratuita a domicilio dei medicinali di cui hanno bisogno. Durante il Covid, la necessità di recapitare i farmaci direttamente nelle case è aumentata esponenzialmente, e nel periodo del primo lockdown tra marzo e maggio 2020 siamo arrivati a circa 60mila chiamate a settimana.

Per far fronte a questi bisogni, Federfarma ha siglato un accordo con la Croce Rossa Italiana, rimasto in vigore fino al 31 dicembre 2022, per la consegna a domicilio anche ai pazienti Covid. Inoltre, il servizio di consegna dei farmaci a domicilio è stato implementato recentemente per far fronte alla crisi seguita alla drammatica alluvione che ha colpito l’Emilia Romagna. Un ulteriore segnale della stretta connessione tra le farmacie italiane e il territorio.

Ricetta elettronica, vendita a distanza di farmaci, consegna a domicilio: c’è il timore di indebolire il rapporto classico tra farmacista e cittadino?

Non credo che il legame tra farmacista e cittadino possa vivere un momento di crisi da qui al prossimo futuro. La vendita dei farmaci online è un servizio che non ha fatto molta presa sui cittadini, perché le persone preferiscono ancora venire fisicamente in farmacia o, quando sono impossibilitate, rivolgersi ai farmacisti per la consegna dei medicinali a domicilio.

Intervista al Sottosegretario Marcello Gemmato per Status_Quo di giugno 2023

By Healthcare policy, News, Status_Quo

Il numero inaugurale di Status_Quo, il magazine di Cuiprodest sui temi chiave della politica e dell’impresa raccontati dai loro protagonisti, contiene un’intervista all’On. Marcello Gemmato, Sottosegretario di Stato al Ministero della Salute, sui temi del Piano Nazionale Malattie Rare 2023-2026, della sanità animale e della riforma dell’Agenzia Italiana del Farmaco.

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Orazio Schillaci, Rettore dell’Università Tor Vergata dal 2019, è docente ordinario di medicina nucleare, è stato Preside della facoltà di medicina e chirurgia della stessa ed è Ministro della Salute dallo scorso ottobre: una guida più “tecnica” che politica che sicuramente influisce sulle linee programmatiche del Ministero.

Trovandoci all’inizio di una Legislatura che riporta alla guida del Paese un Governo con una fortissima connotazione politica, abbiamo voluto rivolgere alcune domande al Sottosegretario alla Salute On. Marcello Gemmato, già farmacista e Responsabile sanità di Fratelli d’Italia, il partito che esprime la guida del Governo, che è oggi alla sua seconda Legislatura dopo aver lavorato negli anni passati in Commissione Affari sociali alla Camera.

Sottosegretario Gemmato, qual è la sua opinione rispetto al Piano Nazionale Malattie Rare 2023-2026?
Il nuovo Piano 2023-2026 è uno strumento importantissimo per gli oltre 2 milioni di persone con malattie rare perché non solo fissa gli obiettivi – i medesimi della Legge 175/2021 – ma ha il compito di dettare tutte le azioni da intraprendere da qui ai prossimi tre anni: dalla prevenzione primaria e secondaria alla diagnosi, dai trattamenti farmacologici ai percorsi assistenziali, dalla sorveglianza alla ricerca, dalla formazione del personale all’informazione ai cittadini. Il Piano però non è certamente un punto di arrivo bensì di partenza: ora lavoreremo insieme ai clinici, alle associazioni di pazienti e alla comunità scientifica per mettere a terra le azioni previste.

Tra le sue deleghe, c’è quella alla sanità animale, quali sono le priorità del Governo su questo argomento?
In tema di sanità animale le sfide e gli aspetti su cui puntare sono diversi e l’attenzione del Ministero della Salute è sempre ai massimi livelli. Sappiamo ormai, nell’ottica del One health, quanto la salute animale, ambientale e quella umana corrano su binari paralleli e meritino azioni sinergiche.

Il tema della sanità animale ha peraltro implicazioni anche sulla sicurezza alimentare, che pure è una delega che mi è stata attribuita. A questo proposito, nei primi mesi del mio mandato da Sottosegretario alla Salute, abbiamo affrontato – durante un incontro con le parti interessate – le verosimili problematiche connesse all’esportazione di carni italiane e dei relativi prodotti verso i Paesi terzi. E’ stato un primo momento di confronto molto utile, durante il quale gli addetti ai lavori hanno portato all’attenzione politica le tematiche più urgenti su cui lavorare insieme, per rilanciare e incrementare come merita il mercato dell’eccellenza agroalimentare italiana verso l’estero, con particolare riferimento al settore delle carni, che vanta elevati standard di qualità e sicurezza, riconosciuti in tutto il mondo.
Negli ultimi giorni, poi, ho convocato al Ministero della Salute un incontro con lo scopo di evidenziare quanto ancora resta da fare per gestire alcuni casi locali relativi alla diffusione dell’epidemia di brucellosi e delineare azioni condivise con gli allevatori e le parti interessate. Monitoriamo inoltre la situazione relativa alla diffusione della peste suina africana, in costante dialogo con le altre istituzioni coinvolte per applicare tutte le misure necessarie alla progressiva eradicazione e prevenzione della malattia.

A un mese dalla circolazione delle prime bozze della riforma dell’AIFA, qual è lo stato della riforma?
L’Agenzia italiana del farmaco gioca un ruolo cruciale per il sistema salute del nostro Paese, e di fronte all’innovazione e ai progressi della ricerca era arrivato il momento di rivederne i suoi meccanismi, attraverso una riforma che rendesse l’Agenzia regolatoria nazionale più moderna e vicina alle esigenze dei cittadini, in grado di trasferire i risultati scientifici in accesso ai trattamenti in modo efficace e sostenibile. A vent’anni dalla costituzione dell’Aifa e dopo anni di discussioni e rinvii da parte di precedenti legislature, finalmente la riforma viene resa possibile grazie al Governo Meloni, la cui autorevolezza e stabilità rappresenta la migliore garanzia per l’intero sistema. Ricordiamo che l’AIFA racchiude in un solo ente tutte le funzioni legate alla gestione del farmaco, dalla sperimentazione clinica alla negoziazione del medicinale una volta approvato. Il ridisegno dell’Agenzia rientra quindi in un progetto più ampio che vede tutta la governance del farmaco interessata da possibili cambiamenti, in primis per mantenere un comparto fondamentale del nostro Paese sempre attrattivo e per continuare a garantire cure e trattamenti a tutti i cittadini nel rispetto dei principi sanciti dall’articolo 32 della Costituzione.

Status_Quo – Giugno 2023

By Business diplomacy, Healthcare policy, Magazine, Status_Quo, Sustainability Policy

Nasce Status_Quo, il magazine bimestrale di Cuiprodest con focus e interviste ai protagonisti del mondo della politica e dell’impresa. Nel numero inaugurale di giugno 2023, interviste a: Marcello Gemmato (Ministero della Salute), Marco Cossolo (Federfarma), Mila De Iure (ASSORAM | Distribuzione Primaria Farma e Salute), Eleonora Mazzoni (I-Com, Istituto per la Competitività) e Libero Cantarella (IPPR – Plastica Seconda Vita). Focus su: riforma dell’AIFA, greenwashing, partecipazione di Cuiprodest al Mobility Forum 2023 di Comunicazione Italiana, piano Mattei del Governo Meloni e cronistoria del nuovo atlantismo italiano.