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Governo

Il Governo di Giorgia Meloni

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Col giuramento dei Viceministri e dei Sottosegretari avvenuto poche ore fa si completa la squadra del Governo guidato da Giorgia Meloni col supporto del proprio partito, Fratelli d’Italia, e degli alleati Forza Italia, Lega e Noi moderati. Nelle due presentazioni di Cuiprodest, le brevi schede biografiche dei Ministri, Viceministri e Sottosegretari del Governo in carica.

GovernoMeloni
Viceministri&Sottosegretari_GovMeloni

I risultati delle elezioni parlamentari del 2022

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I risultati delle elezioni parlamentari del 2022

Alla Camera e al Senato è tutto pronto per l’inizio della XIX legislatura. Lunedì 10 ottobre è prevista l’accoglienza dei deputati e i senatori eletti per il disbrigo delle pratiche di elezione. Ma i nomi dei seicento eletti ancora non ci sono, visto che l’ufficio elettorale nazionale sta ancora decidendo quali candidati subentreranno a quelli eletti in più collegi. All’appello mancano ancora 5 deputati e 8 senatori. Il caso più clamoroso è quello della circoscrizione Campania 1, cioè Napoli, dove M5S a suon di pluricandidature, ha meno candidati dei seggi vinti. Il partito di Giuseppe Conte ne ha fatto ricorso con il risultato nella Circoscrizione di Napoli di non aver abbastanza candidati e di doverli recuperare da altre parti: sul sito del Viminale, alla circoscrizione Campania 1, si evince che il M5S ha vinto tutti e sette i collegi uninominali e con il suo 41,36% ha eletto sei candidati nel proporzionale.

La legge elettorale prevede che si recuperino i candidati degli uninominali della stessa circoscrizione che non hanno vinto, ma il M5S li ha vinti tutti; in subordine si deve pescare nel proporzionale della circoscrizione. Stesso problema al Senato, dove al M5S spettano tre eletti al proporzionale. Insomma, per la lista completa degli eletti c’è ancora da aspettare.

I sondaggi della settimana

Facendo seguito agli ultimi sondaggi disponibili della settimana, i primi dopo i risultati elettorali del 25 settembre, Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni si conferma il primo partito italiano con il 26,8% e cresce addirittura di quasi un punto, sempre davanti al Partito Democratico (18,1%), ancora in caduta dell’1,0%. Da sottolineare che il distacco tra FdI e la terza forza politica nazionale (Lega) è di 18,6 punti percentuali, valore più alto degli ultimi mesi.

Nell’area delle sinistre, la lista rosso-verde Alleanza Verdi e Sinistra è stimata al 4,0%, in leggera decrescita dagli ultimi sondaggi, mentre il Movimento 5 Stelle continua la sua crescita dalla caduta del Governo Draghi, attestandosi al 18,1%. Nell’area centrista, l’alleanza tra Azione e Italia Viva sale all’8,3%, rimanendo in crescita. Nella coalizione del centrodestra, la Lega perde punti attestandosi all’8,2%, mentre Forza Italia cala al 7,6%. L’alleanza Noi Moderati è in leggera crescita ma non va oltre l’1,2%. Per quanto riguarda gli euroscettici di Italexit di Paragone, questa settimana si registra una leggera crescita che li porta al 2,2%.

La coalizione del centrodestra ha raccolto i frutti nei collegi uninominali, dopo che le forze politiche sono state incentivate a creare delle coalizioni elettorali. Ad oggi, dopo le elezioni, la configurazione “classica” del centrodestra (FdI, Lega, FI e Noi Moderati) viene stimata al 43,8%, in continua tendenza positiva nelle ultime settimane. Il centrosinistra, formato da PD, +Europa e Alleanza Verdi-Sinistra, scende al 25,4%, mentre il Polo di centro, composto da Azione e Italia Viva, raggiunge l’8,3%. Fuori da ogni alleanza il M5S (16,5%).

Cosa succede dopo il voto?

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Cosa succede dopo il voto? Quali sono le tappe previste per l’inizio di una nuova legislatura?

Ecco le tappe previste dal voto all’insediamento del nuovo Parlamento e del nuovo Governo.

Dalle urne, i passi che porteranno all’inizio di una legislatura sono diversi e verranno scanditi dalla consueta ritualità istituzionale. Prima della formazione di un nuovo esecutivo, deve comporsi un nuovo Parlamento.

A seguito del voto, la convocazione delle nuove Camere è fissata per giovedì 13 ottobre. Prima di allora, il 10 ottobre, i nuovi parlamentari svolgeranno le operazioni di registrazione, lasceranno una propria foto e dichiareranno il gruppo di appartenenza agli uffici delle camere.

Durante la prima seduta Camera e Senato eleggeranno i nuovi presidenti. Il regolamento di Montecitorio prevede che la votazione possa risolversi al primo e secondo scrutinio solo con l’assenso di due terzi dei componenti. Al terzo scrutinio si passa a due terzi dei votanti, mentre se si andasse al quarto scrutinio basterebbe la metà dei votanti per eleggere la persona che ricoprirà la terza carica dello Stato. Al Senato, invece, per avere un’elezione al primo o al secondo voto servirebbe il consenso della maggioranza dei componenti, al terzo voto basterebbe quella dei votanti. Se si andasse alla quarta votazione si procederebbe a fare un ballottaggio tra i due contendenti più votati al terzo scrutinio.

Una volta eletti i Presidenti d’Assemblea, iniziano le operazioni per la nomina del presidente del consiglio da parte del capo dello Stato. Sergio Mattarella potrebbe aprire le consultazioni, ricevendo i neoeletti presidenti delle camere, tra il 17 e il 20 ottobre.

La coalizione di centrodestra sarà la maggioranza che guiderà il nuovo esecutivo. Resta da sciogliere il nodo premier: alla prova del voto i partiti della coalizione dovrebbero indicare in Giorgia Meloni come capo dell’esecutivo. Si può pensare che sarà a lei che Mattarella offrirà il ruolo. In tal caso Meloni, sempre secondo il cerimoniale istituzionale, accetterà la nomina e, dopo un breve giro di consultazioni con le forze politiche, scioglierà la riserva e accetterà o meno l’incarico da capo di governo.

Anche se formalmente in carica, al nuovo esecutivo servirà il voto di fiducia delle due Camere per dirsi effettivamente operativo e per dare avvio all’inizio di una nuova legislatura.