Skip to main content
Tag

itazercom

Intervista a Manuela Traldi per Status_Quo

By News

Il numero di novembre 2023 di Status_Quo, il magazine di Cuiprodest sui temi chiave della politica e dell’impresa raccontati dai loro protagonisti, contiene un’intervista a Manuela Traldi, Presidente di ITAZERCOM, Camera di Commercio Italo-Azerbaigiana.

Abbiamo posto alla Presidente Traldi alcune domande sull’attuale scenario geopolitico in cui opera l’Azerbaigian e le opportunità che il Paese del Caucaso, nostro partner commerciale di rilievo, riserva alle imprese italiane che intendano investirvi.

I conflitti che attualmente scuotono lo scacchiere globale costituiscono non solo notevoli rischi di natura geopolitica e diplomatica, ma pongono anche a repentaglio la sicurezza energetica e della supply chain dei Paesi e degli attori economici, incluse le aziende italiane.

Le turbolenze che persistono in alcune aree strategiche a livello geopolitico, inoltre, possono rappresentare un ostacolo tangibile per l’internazionalizzazione delle nostre imprese, intente a esportare e diffondere le eccellenze del Made in Italy in mercati sempre più globalizzati e interconnessi.

In siffatto contesto, l’Azerbaigian, per posizione geografica, caratteristiche politico-normative e ricchezze naturali rappresenta un partner strategico per le nostre imprese. Una realtà, quella del Paese caucasico, che merita un approfondimento, per il quale ci siamo rivolti a uno degli interlocutori più indicati allo scopo: l’Avv. Manuela Traldi, Presidente di Itazercom, Camera di Commercio Italo-Azerbaigiana attiva dal 2012 nelle relazioni commerciali bilaterali tra Roma e Baku.

 

Presidente Traldi, l’Azerbaigian è un Paese alle porte dell’Europa di cui, tuttavia, in Italia si conosce ancora poco. Quali sono, a suo parere, le principali ragioni di investimento per le aziende italiane? Qual è il quadro fiscale, burocratico e normativo che si presenta a una nostra impresa che intenda operare in Azerbaigian? In che modo Itazercom ne può supportare l’internazionalizzazione?

In effetti, nonostante il crescente interesse per l’Azerbaigian nel corso dell’ultimo decennio e il grande numero di aziende italiane dei più diversi settori già presenti con i propri prodotti e servizi o attive in progetti sul territorio, è vero che il Paese non sia ancora sufficientemente conosciuto all’interno della business community italiana. Infatti, sino a oggi, tra le centinaia di imprenditori italiani che abbiamo accompagnato a Baku con la Camera di Commercio bilaterale, nessuno ha potuto esimersi da una reazione di sorpresa positiva, nel trovare una realtà totalmente diversa, sotto ogni profilo, rispetto alle proprie, pur alte, aspettative.

Si tratta di un Paese con forte vocazione industriale e all’innovazione tecnologica, che ha portato a termine, negli ultimi anni, una serie di riforme in tutti i settori dell’economia e della pubblica amministrazione, nella direzione della massima digitalizzazione, dello sviluppo dell’imprenditoria e del mercato, nonché della diversificazione economica.

Per la creazione di nuove opportunità di sviluppo e l’attrazione di investimenti esteri, sono stati introdotti importanti incentivi, come nel caso delle Economic Zones, che prevedono l’esenzione totale dalle imposte per 7 anni per i progetti produttivi nei relativi Parchi industriali, agricoli e tecnologici, oppure l’applicazione del pacchetto di agevolazioni, fiscali e non, per lo stabilimento di

aziende manifatturiere vocate all’export, nella nuova Alat Free Economic Zone (AFEZ), che gode di uno speciale status doganale, regolatorio, lavoristico e giuridico, oltre che fiscale. Da ricordare, infatti, la facilità di accesso ai mercati dell’intera regione, grazie alla posizione geografica e alle infrastrutture che fanno dell’Azerbaigian un hub logistico, oltre che agli accordi doganali con esenzione dai dazi, in essere con le Repubbliche ex-sovietiche, nonché in particolare con i Paesi dell’Asia Centrale, peraltro riunitisi a Baku la scorsa settimana, e su base bilaterale.

E’ utile rilevare anche la relativa semplicità e rapidità delle pratiche societarie, con la costituzione di una LLC, equivalente a una S.r.l., in soli tre giorni. In questo contesto, nel quale peraltro l’Italia e il Made in Italy godono di un particolare apprezzamento, l’Azerbaigian può offrire interessanti opportunità di sviluppo e collaborazione commerciale all’imprenditore italiano, che può portare con

successo sul mercato il suo patrimonio di tecnologia, know-how e capacità relazionali, contribuendo al processo di ulteriore crescita economica nel Paese.

I settori di maggiore interesse che segnalerei al momento sono l’agroalimentare, il metalmeccanico, il tessile e l’economia circolare.

La nostra Camera di Commercio Italo-Azerbaigiana sostiene le imprese nell’individuazione e realizzazione di tali opportunità, commerciali o produttive, secondo i loro obiettivi e visione strategica, facilitando l’accesso al Paese e l’interazione con gli eventuali partners e tutti gli stakeholders.

 

La peculiare combinazione tra posizione a cavallo tra Europa e Asia e la presenza di importanti risorse naturali ed energetiche (si pensi al gasdotto Trans-Adriatico) rende l’Azerbaigian un punto nevralgico della geopolitica di un’area per alcuni versi difficile e non priva di conflitti. In tal senso, come si definisce l’attuale quadro politico e culturale del Paese?

Se si guarda alla storia diplomatica dell’Azerbaigian, si può sicuramente notare l’impegno del Paese a evitare conflitti, mantenendosi indipendente, sia politicamente che economicamente, da ogni pressione internazionale, pur trovandosi in effetti confinante tra grandi potenze quali Iran, Russia e Turchia.

Infatti, dal 1993 in poi, l’Azerbaigian è riuscito a costruire e mantenere ottimi rapporti diplomatici ed economici a livello globale e a volte, contemporaneamente, con realtà diverse e tra loro incompatibili, come ad esempio Iran e Israele. Sotto la guida dell’attuale presidente Ilham Aliyev, il Paese ha proseguito in questa direzione, confermandosi, tra l’altro, interlocutore e partner affidabile dell’Unione Europea nel fronteggiare la carenza di gas naturale conseguente alla crisi russo-ucraina.

Il recente ripristino della sovranità azerbaigiana sulle regioni occupate nel 1992 dalle milizie separatiste della minoranza armena e pari a un quinto del territorio dell’Azerbaigian, ha messo la parola fine al conflitto del cosiddetto Nagorno-Karabakh, che, pur essendo sempre rimasto impercettibile all’imprenditore estero e nella vita quotidiana, ha costituito per quasi trenta anni una ferita molto dolorosa per il Paese. Tutte le energie e le risorse sono ora dedicate alla ricostruzione delle aree liberate, a cui stanno partecipando anche diverse aziende italiane nell’attività di progettazione, restauro e costruzione di infrastrutture, e al ripristino della normalità, anche di pacifico transito, nella regione, lungo le nuove vie di trasporto, a beneficio di tutte le parti coinvolte.

In questo contesto, è da sottolineare come l’Azerbaigian sia un paese profondamente laico, con un sistema giuridico basato sul diritto civile, e che pone il multiculturalismo e il rispetto delle confessioni tra i propri principi fondamentali, come anche dimostrato dal fatto che vi convivono pacificamente da sempre mussulmani, ebrei, cristiani ortodossi e armeni, senza alcuna distinzione.

Inoltre, il Paese ha voluto fortemente la realizzazione anche di una chiesa cattolica a Baku, dove Papa Francesco ha celebrato la Messa durante la sua ultima visita e collabora e sostiene con il Vaticano numerosi progetti di restauro di luoghi simbolo della cristianità, così come sta restaurando con cura gli edifici di culto nei territori liberati.

Per chi conosce l’Azerbaigian è infatti sconcertante leggere a volte sui mezzi di informazione l’attribuzione al Paese di alcuni sentimenti e comportamenti diametralmente contrari alla realtà, come la discriminazione religiosa o etnica, del tutto assenti ed estranei al modo di essere azerbaigiano, che peraltro è molto affine al nostro, anche come stile di vita. L’amicizia tra i nostri Paesi, rafforzata da un’intensa attività di scambi e missioni istituzionali, che ha visto il Presidente Mattarella a Baku nel 2018 ed il Presidente Aliyev a Roma, con un’ampia delegazione governativa e di aziende nel febbraio 2020, è stata anche formalizzata con un accordo di Partenariato Strategico Multidimensionale.

Status_Quo | Novembre 2023

By Magazine

Disponibile il numero di novembre di Status_Quo, il magazine bimestrale di Cuiprodest con focus e interviste ai protagonisti del mondo della politica e dell’impresa. In questo numero:

  • Healthcare: Presentazione di “Non Andarci Piano”, l’osservatorio di Cuiprodest sull’implementazione del Piano Oncologico Nazionale 2023-2027.
  • Sustainability: Intervista a Sara Morisani (Direttrice AIRI) su ricerca industriale, progetti IPCEI e transizione energetica.
  • Business diplomacy: intervista a Manuela Traldi (Presidente Camera di Commercio Italo-Azerbaigiana) sulle opportunità di investimento e internazionalizzazione delle imprese italiane in Azerbaigian.
  • Gaming: focus sullo schema di decreto di riforma del settore del gioco online e intervista a Barbara Beltrami (Country manager per l’Italia del Gruppo Kindred) sugli strumenti per la sicurezza e il benessere dei giocatori online.