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Intervista al Ministro Francesco Lollobrigida per Status_Quo

By News

Il numero di maggio 2024 di Status_Quo, il magazine di Cuiprodest sui temi chiave della politica e dell’impresa raccontati dai loro protagonisti, contiene un’intervista a Francesco Lollobrigida, Ministro dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste.

Al Ministro Lollobrigida abbiamo posto alcune domande su DL Agricoltura, preservazione del patrimonio agricolo e forestale italiano e scenari che si prospettano per l’Europa alla vigilia del voto.

Le elezioni europee di giugno sanciranno l’inizio di una nuova legislatura e il rinnovo delle istituzioni comunitarie. Alle urne si reca un’Europa che attraversa una fase delicata dal punto di vista economico e geopolitico, chiamata ad affrontare le sfide poste a imprese e lavoratori comunitari dalla globalizzazione e dalla concorrenza delle potenze asiatiche. Quello dell’agricoltura e della pesca è tra i settori certamente più esposti alle spinte e ai cambiamenti interni ed esterni all’Unione e il Governo Meloni ha elaborato, nella veste del DL Agricoltura recentemente approvato dal Consiglio dei Ministri, un pacchetto di misure volte a sostenere le imprese in crisi, tutelare la filiera del Made in Italy e il patrimonio agroalimentare italiano e garantire la trasparenza dei prezzi. Status_Quo ha raggiunto il Ministro dell’agricoltura Francesco Lollobrigida per un approfondimento di questi temi e un confronto, a ridosso del voto, sugli scenari possibili per l’Europa che sarà.

Ministro Lollobrigida, il Consiglio dei Ministri ha recentemente approvato il DL Agricoltura, attualmente all’esame del Parlamento per la conversione in legge. Il provvedimento è molto ampio e contiene misure importanti, come la sospensione della parte capitale della rata dei mutui e finanziamenti per imprese agricole, della pesca e dell’acquacoltura che abbiano subito una riduzione di  fatturato e le norme sugli impianti fotovoltaici. Quali ritiene essere le disposizioni più significative del decreto legge? E su quali tematiche si aspetta che il Parlamento interverrà per perfezionare ulteriormente il testo?

Tutte le disposizioni del DL sono significative perché impattano direttamente sulle emergenze e sulle criticità patite dagli agricoltori. Per sostenere le imprese in difficoltà, abbiamo introdotto una moratoria di un anno sui mutui per le imprese agricole e della pesca che hanno registrato una significativa perdita di fatturato. Abbiamo deciso di fermare l’installazione indiscriminata di impianti fotovoltaici a terra, per proteggere i terreni agricoli di pregio. Questo divieto è limitato ai terreni produttivi con esclusione delle cave e delle aree interne agli impianti industriali o in prossimità di ferrovie e autostrade. Per sostenere le filiere italiane, abbiamo destinato fondi specifici: il “Fondo Sovranità Alimentare” è stato incrementato di 20 milioni di euro e al “Fondo Filiere” vengono destinati 32 milioni di euro. Abbiamo ripristinato la dipendenza funzionale del Comando unità forestali, ambientali e agroalimentari dei Carabinieri (CUFAA) al Ministero dell’agricoltura, per rafforzare i controlli nel settore agroalimentare e forestale. Inoltre, abbiamo potenziato l’attività di controllo dell’Ispettorato Centrale Qualità e Repressione Frodi (ICQRF). La difesa del nostro patrimonio agroalimentare è una priorità assoluta, e continueremo a lavorare con determinazione per proteggerlo. Ogni misura adottata è il risultato di un dialogo costruttivo con il mondo dell’agricoltura, il Governo e il Capo dello Stato. Ora speriamo che il Parlamento possa migliorare ulteriormente il testo.

Durante una delle ultime riunioni AGRIFISH a Bruxelles, lei ha lanciato l’idea di creare un osservatorio europeo sulla trasparenza dei prezzi all’interno della filiera agricola. Quale sarebbe la mission dell’osservatorio? E quali sono le ragioni per le quali è necessario portare avanti tale progetto?

La mission dell’osservatorio sarebbe quella di monitorare e garantire la trasparenza dei prezzi lungo tutta la filiera, dal produttore fino al distributore, arrivando infine al consumatore. L’obiettivo principale è assicurare che ogni attore della catena riceva un compenso equo, con particolare attenzione ai produttori agricoli, spesso la parte più vulnerabile del processo, garantendo che i prezzi non scendano al di sotto dei costi di produzione e che venga riconosciuto il giusto valore del loro lavoro. Le ragioni per cui è necessario portare avanti questo progetto sono molteplici. In primo luogo, è fondamentale verificare che nessun soggetto approfitti della propria posizione dominante a discapito degli altri, specialmente dei produttori agricoli, che sono frequentemente i più penalizzati. Inoltre, il progetto mira a contrastare in maniera decisa le pratiche sleali e a garantire che le importazioni in Italia rispettino le stesse rigide norme ambientali e di lavoro che i nostri agricoltori devono seguire. Questo è cruciale per prevenire la concorrenza da parte di paesi che non rispettano tali norme, mettendo così in difficoltà i produttori italiani.

I cittadini italiani ed europei sono chiamati alle urne per rinnovare la composizione del Parlamento, che porterà al rinnovo di tutte le altre istituzioni. L’attenzione è, tuttavia, concentrata sulla nuova composizione della Commissione europea e sull’indirizzo politico che essa vorrà imprimere nei prossimi cinque anni di legislatura. L’agricoltura e la transizione ecologica sono stati tra i temi più ricorrenti dell’ultimo mandato e hanno spesso rappresentato un terreno di confronto intenso tra l’Italia e la Commissione uscente. Pensando alla possibile nuova agenda della Commissione, da Ministro dell’agricoltura, quali politiche auspica che siano portate avanti nei settori di sua competenza? E su quali tematiche, invece, lavorerà per tutelare le istanze che le giungono dalla filiera agricola italiana?

Innanzitutto, è cruciale dare continuità alle modifiche apportate alla PAC. Le modifiche approvate a Bruxelles rappresentano un passo decisivo, ma non definitivo, poiché affrontano solo alcuni dei temi centrali per il settore agricolo. Nella prossima legislatura europea, è essenziale continuare a rispondere alle esigenze sollevate dal comparto agricolo negli ultimi mesi. La nostra visione è quella di un’Europa che, invece di fare troppo, faccia bene. Votare Giorgia Meloni alle prossime elezioni europee significa garantire la continuità di una visione che integra sostenibilità ambientale, economica e sociale. A Bruxelles c’è un forte bisogno delle nostre idee per migliorare le condizioni dell’Europa intera e dei nostri cittadini e imprenditori. Per quanto mi riguarda, continuerò a lavorare affinché le eccellenze agroalimentari del nostro Made in Italy siano valorizzate e tutelate e garantendo che gli agricoltori ricevano un adeguato supporto finanziario per affrontare le sfide del mercato globale.