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Credibilità nel public affairs: la nostra rubrica advocacy su Forbes

By News, Politica, RubricaSuForbesNo Comments

Nel numero di Forbes di marzo si parla di advocacy ed in particolare di “Allenarsi alla credibilità” col primo articolo della rubrica sul lobbying e public affairs curata da Giuseppe Volpe, Managing partner di Cuiprodest.

Per fare lobbying o public affairs con la politica a Roma servirebbero due cose: una politica “data-driven” che assuma l’approfondimento come metodologia costitutiva, con lo slancio intellettuale di non cercare di liberarsi dalle interpretazioni ma, al contrario, di liberare le interpretazioni, prendendosi l’onere poi di validare, soppesare e scegliere e un’industria attenta alla profilassi reputazionale.

Uno sforzo non da poco che però davvero consente con successo di fare advocacy. Ma di farla per bene.

L’articolo integrale è reperibile qui: Articolo_Forbes

Roberto Cingolani, Ministro MiTe

By News, PoliticaNo Comments

Roberto Cingolani, uno degli scienziati italiani più apprezzati a livello internazionale, lascia un ruolo di primissimo piano in un gigante come Leonardo. Uno scienziato che risponde alla chiamata del Presidente Sergio Mattarella e del Presidente Mario Draghi per guidare il neonato Ministero per la transizione ecologica.

La “green economy” assorbirà gran parte delle risorse del Recovery in Italia.

Cingolani ha scelto di gestire la complessità della sfida che lo aspetta con un richiamo al valore della mitezza, fedele peraltro all’acronimo con cui si farà riferimento al suo Ministero (MiTe).

Le sue linee programmatiche sono riportate qui: Presentazione_Cingolani

Salute vs Economia. E’ davvero così?

By Evento CP, News, PoliticaNo Comments

Giovanni Rezza all’evento Cuiprodest per Confimprese: «Il nemico dell’economia è il virus»

Conflitto tra salute ed economia: le istanze della scienza a confronto con le esigenze del retail, piegato da misure politiche che sono apparse spesso incomprensibili, come permettere la movida nei centri storici e tenere chiusi i centri commerciali nei fine settimana. Su questi argomenti si è confrontato oggi Giovanni Rezza, Direttore generale Ministero della salute e membro del Comitato tecnico scientifico, con le imprese associate a Confimprese e Cui Prodest.

«Trovare un equilibrio nel conflitto tra salute ed economia è difficile – ha spiegato Rezza –. Non sono le misure che determinano il disastro economico, ma la pandemia perché devasta le strutture sanitarie. Se lasciamo correre il virus, di cui preoccupano oggi le varianti brasiliana e neozelandese, non ci salviamo. Entro aprile avremo 4 vaccini con milioni di dosi a disposizione, entremo nel vivo della campagna vaccinale. Se il vaccino protegge dalla malattia evita i ricoveri, avremo un Paese meno atterrito e meno condizionato dalla pandemia. La vera sfida oggi è potere contare su una logistica efficiente».

Rezza si dice altresì convinto che la soluzione migliore sarebbe un ulteriore periodo di forte contenimento unitamente a un’accelerata campagna vaccinale.

«Resta incomprensibile – ha affermato Mario Resca, presidente Confimprese – quale sia la differenza tra un outlet all’aperto, costretto alla chiusura, e una via cittadina, perché i centri commerciali vengano paragonati alle navi da crociera come livello di rischio e debbano stare chiusi nei fine settimana, mentre le grandi strutture possono stare aperte. Sono pochi gli studi che ci permettono di individuare luoghi e attività di maggiore rischio. Auspichiamo che le scelte fin qui prese dalla politica possano essere riviste in maniera logica e razionale. Siamo pronti a protocolli molto rigidi pur di consentire alle attività di ripartire» ha dichiarato Mario Resca.

Che sia la visione di uno degli scienziati italiani più citati al mondo e membro del CTS o che sia il punto di vista delle maggiori insegne del commercio in Italia, per noi di Cui prodest questo modo di fare public affairs aiuta il Paese perché è dal confronto, piuttosto che dallo scontro, è dal lobbying tecnico piuttosto che vacuamente relazionale che si produce comprensione e valore.

La questione (salariale) femminile. Intervista all’On. Gribaudo

By #RicomincioDaD, News, PoliticaNo Comments

Negli ultimi giorni, anche in concomitanza con la Giornata mondiale contro la violenza sulle donne, l’ISTAT e alcuni tra i maggiori quotidiani del Paese hanno dato conto di quella che possiamo considerare una forma di violenza meno esplicita ma altrettanto dolorosa per le donne: si tratta del meccanismo sociale, culturale ed economico per cui gravano sulla donna una disparità salariale a parità di mansioni e la richiesta di un impegno familiare – dalla cura dei figli a quella dei genitori anziani – più pressante di quanto non si chieda all’uomo.

Per #RicomincioDaD abbiamo intervistato l’Onorevole Chiara Gribaudo del Partito Democratico in quanto relatrice del testo che accorpa le diverse proposte di legge in materia di parità salariale.

L’intervista è liberamente consultabile qui:
Intervista_Gribaudo

Elena Bonetti

Questione femminile, intervista alla Ministra Bonetti

By News, PoliticaNo Comments

Nell’ambito di #RicomincioDaD, il nostro progetto volto a far luce su limiti e opportunità di una ripartenza post-covid che valorizzi il contributo delle donne, Paola Cirilli ha intervistato Elena Bonetti, Ministra per le pari opportunità e la famiglia del Governo guidato da Giuseppe Conte che proprio ieri ha parlato di occupazione femminile da incentivare tramite il Recovery found.

Ne è venuta fuori una chiacchierata interessante e non poteva essere diversamente visto il carattere e la formazione della Ministra!

L’intervista è liberamente scaricabile dal link in basso.

Intervista_Ministra_Bonetti

Lobby: auditi dalla Camera dei Deputati

By PoliticaNo Comments

Siamo stati auditi dalla I Commissione Affari costituzionali della Camera dei Deputati sulle delle proposte di legge in materia della regolamentazione delle lobby (disciplina dell’attività di rappresentanza degli interessi). A nostro avviso, già come col Registro dei rappresentanti di interessi, si va verso una inefficace iper-regolamentazione che zavorra la parte buona del mercato – mai uno scandalo di corruzione ha riguardato un’agenzia di lobbying, ma sempre e solo singoli “faccendieri” che comunque non rientrano nei perimetri della regolamentazione – concretizzando il paradosso di tentare di risolvere un “problema” con gli stessi strumenti che il “problema” l’hanno creato (il lobbying nasce come reazione all’espansionismo normativo statunitense). Ad ogni modo, siamo stati ascoltati e gliene abbiamo dette quattro. Letteralmente. Proponendo:
1. Autocertificazione mensile confidenziale della client list
2. Autocertificazione della client list anche per chi viene eletto o assume cariche di Governo
3. Divieto di svolgere l’attività per gli ex politici per almeno 5 anni
4. Registro unico valido su tutto il territorio nazionale

Le memorie che abbiamo depositato presso la Commissione sono disponibili qui:
Audizione_Lobbying_I_Commissione

Brutti, sporchi e cattivi. I poteri forti dietro le lobby

By NewsNo Comments

Lobby e democrazia non vanno d’accordo. Le lobby incarnano i poteri forti che lavorano per influenzare i governi. Corruzione, mazzette e attività di lobbying vanno di pari passo. Società di lobbying o agenzia di public affairs che sia, bisognerebbe vietare le lobby. I lobbyisti sono brutti, sporchi e cattivi.

E noi di Cui prodest, società di public affairs a Roma, non siamo da meno. In questo scatto rubato vediamo, in primo piano, Giuseppe: qualcuno pensa che Volpe sia il suo cognome, ma in realtà è il soprannome che gli hanno dato nei corridoi dei palazzi del potere. Nessuno conosce davvero la sua identità, ma dicono sia Bildemberg. Alle sue spalle, altri membri di questa agenzia di public affairs: da destra verso sinistra, si vede Giuseppe Ciraolo, detto Don Peppe Corleone, lobbyista e siciliano, un binomio che è di per sé un indizio del rapporto mafia-lobby. Poi c’è Andrea Franceschi, un passato nelle istituzioni, alla Camera dei deputati, poi in Confindustria e poi in una società di public affairs: si è lasciato ammaliare dal potere malefico delle lobby. Alla sua destra c’è Laura Sanchez: argentina, esperienza in grosse multinazionali ed un impiego nel lobbying come copertura per i suoi loschi traffici internazionali. Siede vicino a Paola Cirilli, che si firma PC, come “potere corrotto”: è passata da valutare le leggi ad influenzarne l’approvazione e poi si è data una ripulita fondando un museo dei bambini. A guardarli sembra che stiano dipingendo, ma in realtà stanno tessendo la trama oscura del prossimo attacco alla democrazia o le traiettorie del traffico di influenze dei lobbyisti. Alla foto ne mancano almeno tre della banda di Cui prodest: Massimo Barbieri, Luigi Gallina e Beppe Airiola, talmente impresentabili da non essere stati nemmeno fotografati.

Altro che trasparenza delle lobby, è lo scandalo delle lobby ed è tutto meravigliosamente… falso! La verità, e la vedete qua, è che la grande maggioranza dei lobbisti romani o dei professionisti dei public affairs a Roma è fatta di esperti di relazioni istituzionali, strategia normativa e monitoraggio legislativo con la faccia e la coscienza pulita. E siamo orgogliosi, noi di Cui prodest, del fatto che, quando durante un team bulding ci siamo chiesti quali valori ci rappresentassero, tre parole erano presenti nelle proposte di tutti: lealtà, professionalità ed etica.

Brutti, sporchi e cattivi a chi?

Proteggiamo ulteriormente i nostri clienti con una polizza rc

By NewsNo Comments

A differenza delle altre società di lobbying, abbiamo sempre creduto di dover meritare la fiducia dei nostri clienti senza mezzi termini. Abbiamo sempre scelto di essere una società di persone e non una società di capitali proprio perchè vogliamo che il nostro management risponda in prima persona di eventuali danni cagionati ai clienti durante le nostre campagne.
Forse anche questo ci ha posto nella condizione di avere incarichi di public affairs particolarmente delicati, mettendo i clienti in una posizione di confort psicologico che altri non possono non offrire, limitando il proprio rischio a (spesso esigui) capitali sociali.
Oggi facciamo un ulteriore passo in questa direzione – e, d’altronde, essendo la società in Italia col maggior tasso di fidelizzazione dei clienti, sentivamo di doverlo fare – contraendo una RC professionale che nessuna legge ci impone di avere.
Sono piccole cose magari, ma abbiamo sempre creduto di dover disegnare il profilo di un’agenzia di public affairs a Roma un po’ diversa da tutte le altre.