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Poker online, liquidità internazionale: il parere di Cuiprodest su Il Giornale

By News

Il 20 febbraio il managing partner di Cuiprodest, Giuseppe Volpe, ha rilasciato un’intervista a Il Giornale sulla proposta di implementazione della liquidità internazionale del poker online in Italia – unico, tra i principali Paesi europei, in cui non è ancora consentito partecipare a tornei con cittadini di altre nazionalità europee.

Il decreto sul riordino dei giochi, in discussione alle commissioni Bilancio e Finanze di Camera e Senato, può dunque rappresentare una svolta decisiva per allineare l’Italia a Paesi come Francia, Germania, Olanda e Danimarca. A tal riguardo, come da stime di Cuiprodest citate nell’audizione di GG Poker in Senato, ammonterebbero a circa 32 milioni di euro le entrate annuali per l’erario in caso di implementazione della liquidità internazionale, con importanti risvolti positivi anche per la sicurezza dei giocatori e la lotta all’illegalità e all’evasione.

Nell’analisi di Cuiprodest, inoltre, si ricorda che, secondo la legge italiana, il poker non è un gioco d’azzardo ma di abilità, pur tuttavia risultando soggetto agli stessi divieti in materia di pubblicità dei giochi d’azzardo, come sancito dal Decreto Dignità del Governo Conte I. La liquidità internazionale, dunque, risulterebbe uno strumento imprescindibile per un settore che, altrimenti, rischierebbe di sparire, e con cui, sottolinea Giuseppe Volpe, “si allungherebbe la durata dei tornei, consentendo al giocatore di giocare più a lungo a parità di spesa”. Un’implementazione, in definitiva, di cui gioverebbero tutti.

Liquidità internazionale nel poker online: intervista di Repubblica a Giuseppe Volpe

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Disponibile su La Repubblica l’intervento del managing partner di Cuiprodest Giuseppe Volpe sul tema della liquidità internazionale nel poker online, la cui introduzione porterebbe benefici su più fronti: dalla sicurezza dei giocatori all’incremento delle entrate per le casse dello Stato italiano, stimate da una ricerca condotta da Cuiprodest in circa 32 milioni di euro l’anno.