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Liquidità internazionale nel poker online, Cuiprodest a Gioconews: “Posizioni Adm contraddittorie al sentimento del settore”

By News

“Il Direttore dell’Agenzia dogane e monopoli, Roberto Alesse, intervenuto in Senato su un provvedimento che nulla aveva a che fare con il riordino del gioco online, non si è sottratto ad illustrare la posizione dell’Adm sulla liquidità internazionale del poker riportando però una posizione che contraddice non solo le nostre analisi, ma anche l’opinione pressoché unanime degli operatori del gioco online. Le prassi di buona regolamentazione incoraggiano il confronto sui dati e Cuiprodest e i clienti assistiti sono come sempre lealmente a disposizione dell’Agenzia per ogni richiesta di chiarimento.”

Così Giuseppe Volpe, managing partner di Cuiprodest, intervistato da Gioconews, rimarca l’assoluta validità della tesi che trova consenso unanime presso tutto il settore del gioco online circa i benefici della liquidità internazionale nel poker, comprovata da approfondite ricerche che, dati alla mano, dimostrano i benefici per l’erario, che ammonterebbero a circa 30 milioni di euro l’anno – pari al costo di quasi 5 concessioni del nuovo riordino del gioco online. Infondate, inoltre, le preoccupazioni del Direttore Alesse sugli improbabili rischi legati al fenomeno del riciclaggio, al punto che il Senatore Garavaglia, Presidente della VI Commissione Finanze, ne ha reputato l’intervento non esaustivo.

Liquidità internazionale nel poker: l’analisi di Cuiprodest sulle testate di settore

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L’analisi di Cuiprodest sulla liquidità internazionale nel poker online trova ampio spazio sulle principali testate italiane del settore del gioco: Agimeg e Gioconews. Nelle interviste, Giuseppe Volpe, managing partner di Cuiprodest, ha sottolineato come la liquidità internazionale rappresenti “un’opportunità da non sprecare, con grandi vantaggi per imprese, Erario e sicurezza dei giocatori”, ribadendo l’urgenza che “il Parlamento chieda al Governo di introdurre la liquidità internazionale nel poker, ovvero la possibilità per gli italiani di giocare con gli stranieri con le regole del nostro Paese”. Si tratterebbe, infatti, di un provvedimento che “porterebbe ad un incremento delle entrate per l’erario in una stima calcolata da noi sulla base di alcuni dati fino a 30 milioni di euro.”


Riordino del gioco online: le prospettive del settore alla vigilia della riforma

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Contrariamente a quanto previsto, slitta probabilmente al prossimo Consiglio dei Ministri l’esame del primo decreto legislativo sul riordino del settore del gioco (con particolare riferimento all’online), a seguito del rinvio stabilito nel Preconsiglio di ieri, mercoledì 15 novembre. Tuttavia, lo schema di decreto attualmente in circolazione, privo di sorprese rispetto alle indiscrezioni delle scorse settimane, contiene tutti gli elementi necessari a intuire il quadro che si va a delineare con la riforma del settore e l’indirizzo politico che l’Esecutivo intende imprimervi. Ecco i punti cardine del testo:

  • Costo delle concessioni fissato – come previsto – a 7 milioni di euro, con un massimo di 5 licenze per ogni singolo gruppo
  • Imposto un limite alle cosiddette “skin”: ogni concessionario potrà aprire un solo sito per ogni gioco online
  • Il canone di concessione sarà rialzato al 3% del margine netto del concessionario
  • Regolamentati i punti vendita ricariche (cosiddetti PVR): le ricariche potranno essere vendute, ma con “un’esclusione espressa di un qualunque prelievo delle somme giacenti sul conto di gioco e del pagamento delle vincite”. I pagamenti dovranno essere effettuati esclusivamente con strumenti finanziari tradizionali tracciati e gli esercizi commerciali dovranno iscriversi a un albo presso l’Agenzia Dogane e Monopoli.
  • Nuova stretta a ludopatia e illegalità: nuovi strumenti informatici, bancari e di intelligenza artificiale per il contrasto ai siti sprovvisti di concessione. Istituita una Consulta permanente dei giochi pubblici per il monitoraggio dell’andamento delle attività di gioco, comprese quelle illegali, e dei loro effetti sulla salute dei giocatori, con la prerogativa di proporre al Governo misure finalizzate alla lotta e alla prevenzione della ludopatia.

Siffatto scenario, stando alle stime di Ficom Leisure, comporterebbe una riduzione degli operatori in grado di ottenere la concessione a 22-27 soggetti, con circa 50 operatori che, al contrario, rimarrebbero tagliati fuori.

Scopo del Governo sarebbe dunque un riordino che mantenga tuttavia inalterati i proventi fiscali dal gioco, anche alla luce del tasso di crescita costante registrato dal settore in Italia, così da poter finanziare la priorità politica dell’Esecutivo: il taglio delle tasse.